Giochiamo a programmare?

Giochiamo a programmare?

milanoeyes No Comments

Giochiamo a programmare?

L’esperienza del coding è gioco, fantasia e creatività.

La prima volta che ho sentito parlare di coding ignoravo sia il suo significato che la sua esistenza. Certamente perché le mie figlie erano piccole, ma sicuramente perché nessuno dei miei conoscenti ne parlava ancora.

Inizio quindi questo articolo chiarendo cos’è il coding.

Il Coding non è altro che programmazione informatica. Non spaventatevi, è più facile farlo che spiegarlo o descriverlo. Per i nostri figli fare coding significa iniziare un’esperienza divertente e cominciare ad imparare (giocando) i primi concetti di base di informatica e del pensiero computazionale.

Ma cos’è il pensiero computazionale? Non è altro che la capacità di risolvere un problema pianificando una strategia, dividendo i singoli step, ragionando passo dopo passo sul modo migliore per raggiungere un determinato obiettivo.

Il coding è per tutti, è un’attività che i nostri bambini possono tranquillamente e serenamente vivere divertendosi e stimolando la loro mente. Giocare a programmare non serve solo a formare futuri ingegneri, ma aiuta i bambini a pensare meglio ed in modo creativo, a supporterli da grandi nell’affrontare problemi ancora più complessi.

Il passo più importante si sta verificando proprio nelle scuole, dove il coding sta entrando a far parte del programma didattico dei nostri bambini e ragazzi, cosa che nel mondo è già avvenuta da tempo. Uno dei primi a sollecitare le famiglie in questo senso fu Barack Obama dicendo “Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima App, disegnatela.”

Finalmente anche in Italia se ne parla all’interno del progetto de “La Buona Scuola” dove si pone un’importante attenzione sullo sviluppo del pensiero computazionale e l’utilizzo del coding.

Ma come funziona il coding?

Con l’utilizzo di un pc o un tablet e utilizzando uno dei programmi più comuni per fare coding (es. Scratch), è possibile realizzare dei giochi facendo svolgere ai personaggi da noi creati determinate azioni o movimenti che seguano una sequenza allo scopo di superare un livello di difficoltà. Le combinazioni sono tantissime e le possibilità di creazione del gioco sono innumerevoli. Sarà possibile così programmare storie interattive, videogiochi e, in alcuni casi, condividerle con una community di altri utenti stimolando così creatività, competizione e soprattutto aprendo la mente.

La filosofia del coding è quella del “Learning by doing”, imparare facendo, utilizzando la logica e creatività per insegnare senza annoiare anzi facendoli diventare protagonisti della “lezione”.

I corsi di coding e i workshop sono numerosi e, a mio avviso, rientrano di diritto negli appuntamenti settimanali da prendere in considerazione nella programmazione delle attività periodiche dei nostri bambini.

In Corefab, dove attualmente sto lavorando, stiamo da tempo dando un peso sempre maggiore alla parte di formazione ed educazione dei bambini. Parte del nostro team ha figli ed è quindi facile entrare al 100% in queste tematiche. Il desiderio di portare nel nostro territorio un’opportunità che aiuti a crescere bambini e ragazzi è grande e con orgoglio ci siamo presi carico dell’organizzazione del primo corso di coding e robotica in collaborazione con il team Oplà che ci supporta con competenza e conoscenza dell’argomento.

Il 17 dicembre abbiamo aperto le porte di Corefab per un evento dedicato a tutti i bambini e durante il quale è stato possibile fare una prova reale di coding. Inutile dire che si sono divertiti piccoli e grandi, stupiti dalla facilità con cui i bambini riescono a cimentarsi in un linguaggio di programmazione che, a spiegarlo, può sembrare complesso ed invece li stimola e diverte.

 

Il prossimo passo sarà quello di dare un concreto supporto alla scuola, in modo che lo sviluppo del pensiero computazionale, sia un reale obiettivo da inserire nella programmazione annuale. Un sogno realizzabile e anche nell’immediato.

Quindi Codig si può e Coding si deve fare! Cosa state aspettando?? Andiamo a Programmare*! 🙂

*ogni riferimento a canzoni famose è puramente casuale(….o no…)

Anno nuovo, Mamme nuove.

milanoeyes 2 comments

Anno nuovo, Mamme nuove.

Ogni anno, una nuova mamma dovrà alzarsi, correre contro il tempo e reinventarsi.

Nel 2017 mi sono spesso soffermata a pensare alle tante mamme nuove, come me, che ho conosciuto soprattutto grazie al web. Nuove mamme, spesso, molto spesso costrette a reinventarsi per poter tornare a lavorare dopo una gravidanza.

Il popolo delle Mamme al Lavoro è così vasto e ricco di sorprese che non potete nemmeno immaginarlo.

Quasi 1 anno fa vi parlai di Valentina, una mamma di Roma che proprio grazie alla pagina Facebook “Mamme al

Lavoro”, aveva realizzato per le maestre di mia figlia Aurora, dei portachiavi personalizzati. Un ricordo dei bambini dell’ultimo anno di scuola materna che sarebbe rimasto inciso per sempre in quel piccolo, grande dono.

Da quel giorno sono diventata un’assidua frequentatrice di questo gruppo social di super mamme che hanno saputo reinventarsi grazie alla passione, alla determinazione e forza che fa parte del loro modo di essere. Ognuna di noi, dona un po’ di se all’altra parlando di ciò che crea o di quello di cui ha bisogno per un evento particolare, una ricorrenza o un semplice dono. L’incontro tra domanda e offerta avviene in maniera virtuale e si conclude con un mom-e-commerce.

Ed è così che, in occasione dell’evento che ha segnato la mia rinascita professionale a dicembre 2017, ho nuovamente cercato tra le “mie mamme”, l’aiuto di cui avevo bisogno per la riuscita del mio lavoro.

Facciamo un passo indietro.

A partire da settembre 2017, dopo 8 anni nel mondo dentale, ho intrapreso una nuova strada decidendo di investire le mie competenze di marketing ed eventi in una nuova realtà che si avvicinasse di più alla mia famiglia…in tutti i sensi. Il nuovo lavoro è vicino a casa, è indirizzato ai bambini, alle famiglie e soprattutto agli amanti del buon cibo.

Il mio nuovo progetto è di supportare la realizzazione della prima scuola di cucina del territorio nord di Milano, il suo nome sarà Corefood e vedrà la luce a fine Febbraio 2018.

Non ho alcuna esperienza in questo settore, ma chi mi conosce lo sa che non è questo un ostacolo per me. Mi sto circondando di persone competenti, nel frattempo sto studiando questa nuova realtà, ma per prima cosa ho deciso di organizzare un evento che avvicinasse il mio target alla futura location.

In poco tempo abbiamo dato vita ad una grande festa di Natale con tanti laboratori per bambini di tutte le età ed è proprio per questa importante occasione che le mamme, ancora una volta, sono state una risorsa importante per la riuscita del mio progetto.

Eleonora Carnicelli, mamma di Roma (la capitale è ricca di super mamme molto creative) lavora e dipinge il legno.

L’ho conosciuta perché stava realizzando una cassapanca per un bambino e le ho chiesto di crearmi una cassetta delle lettere di Babbo Natale per i nostri piccoli ospiti. Quel giorno dovevano sentirsi davvero nel Villaggio di Babbo Natale e occorreva non trascurare alcun dettaglio.

Inutile dirvi che il risultato è stato eccezionale e i bambini entusiasti! Eleonora rimarrà nei miei ricordi sia per questa sua opera, che per il fatto che pochi giorni dopo è nato il suo secondo bambino! Una super mamma al lavoro con una creaturina in grembo….una grande donna.

La seconda super mamma è Silvia Renon, lei si definisce una Bismamma operatrice il proprio ingegno. Il suo progetto, Bubabebi nasce dalla passione per il cucito che ha fin da piccola. Grazie al suo potere creativo ha iniziato a realizzare libri di stoffa lucidi ed educativi interamente cuciti a macchina e rifiniti a mano per divertire grandi e piccini.

Anche lei, come Eleonora, dopo la prima gravidanza ha cercato nelle sue mani il modo per ritornare ad essere una donna realizzata, appagata e di aiuto per la nuova famiglia.

 

Silvia è stata una delle protagoniste del mio evento, realizzando per l’occasione un laboratorio creativo per i bambini più piccoli che hanno trovato nel suo spazio (seguito sia da lei che dalla bravissima Eleonora Musoni, illustratrice di I Peepoli) un momento per giocare in sicurezza, armonia e senza alcuna preoccupazione con materiali adatti alla loro età e sicuri al 100%.

 

Il 2018 vedrà nuove mamme, nuove storie e nuovi ostacoli da superare. Con questo articolo vi ho voluto raccontare che si può ricominciare e lo si può fare raccogliendo le proprie esperienze e trasformandole per essere donne nuove, in grado di dare la vita e di fare business senza rinunciare alle proprie passioni.

Rientro dalle vacanze – le 5 Manie di chi è tornato!

milanoeyes No Comments

Rientro dalle vacanze – le 5 Manie di chi è tornato!

Quando tornate dalle vacanze, ci sono gesti o azioni che ripetete inesorabilmente ogni anno?

Forse sarà psicologico o possiamo semplicemente definirla una mania, ma quando torniamo dalle vacanze perseveriamo nel ripetere certe azioni.

Non lo avete mai notato? Non ci credo.

Vi faccio la lista delle mie personali 5 Manie che segnano definitivamente lo STOP alle ferie:

  1. ANDARE DA IKEANon che a Settembre questo fantastico “negozio della perdizione femminile” faccia delle offerte clamorose ma psicologicamente ho bisogno di andarci per portare un po’ di novità alla casa. Settembre è un secondo Gennaio….come ricominciare da zero e ripartire, e per farlo cosa c’è di meglio di una piccola rivoluzione tra le mura domestiche?
  2. PARRUCCO: Sulla spiaggia nessuno si accorge se esci in infradito, pantaloncini fluo e capelli a fungo ma quando torni, come per magia, sembri scappato da una clinica psichiatrica. Correre ai ripari e subito
  3. CIBO: Che si vada in vacanza in Italia o all’estero, al nord o al sud, quando torni hai voglia di risentire i sapori e i profumi di casa. Solitamente in vacanza mi piace provare le cucine di altri territori ma tornando all’ovile ho bisogno delle mie abitudini anche sulla tavola.
  4. QUADERNO E ASTUCCIO: No, non avete capito male…io ho il mio quadernino e astuccio nella borsa. A Settembre compro un quadernino degli appunti nuovo e sistemo l’astuccio…come se dovessi tornare tra i banchi di scuola. E’ utile e mi fa sentire organizzata.
  5. CALENDARIO: e proprio per essere davvero pronta al rientro, operativa come non mai, un’occhiata al calendario con tutti gli appuntamenti, riunioni, meeting, to do.

Ok lo ammetto, alcune sono Manie da Milanese Imbruttita ma…..che ci posso fare?

Raccontami le tue e condividiamo gioie e dolori del rientro!

Il Super Kit del Primo giorno di scuola

milanoeyes No Comments

Il Super Kit del primo giorno di scuola.

Ferragosto è appena passato e il tuo pensiero vola già al primo giorno di scuola?


Forse perché anche tuo figlio quest’anno affronterà il fatidico passaggio alla scuola dell’obbligo (che poi questa definizione incute già terrore: “Obbligo”).

Vogliamo quindi, noi Wonder Mamme, arrivare impreparate al più importante appuntamento dell’anno? Giammai!

Eccoti quindi il dettaglio del Super Kit che sarà fondamentale per iniziare la scuola con tutto il materiale richiesto dalle principali scuole italiane:

1) La cartella. Da sempre l’acquisto più importante e allo stesso tempo difficile da fare. Ce ne sono di mille tipologie ma da qualche anno si preferisce il trolley al classico zaino sulle spalle perchè, con il tempo, agevola il trasporto di pesanti libri, ma attenzione perché il manico che lo trascina spesso è ancora più pesante. Fai la scelta giusta e, se andrà portato sulle spalle, attenzione che le spalline siano imbottite e regolabili.

Le cartelle sono disponibili di tutti i personaggi dei cartoni animati, dei film di animazione e storie di avventura. Si illuminano, si espandono, cambiano forma e nascondono altri   “Pseudo utili” strumenti per lo studio (occhio a non farsi fregare).

I costi non sono per niente bassi, i più gettonati si aggirano sui 70/80€ e anche di più. Se non si hanno grandi pretese (non parlo di qualità, ma del brand che lo zaino pubblicizza) è possibile scendere intorno ai 50€.

2) L’astuccio. Il mitico scrigno a 3 ante depositario di pennarelli, matite colorate, righello, forbici con punta arrotondata, temperino, gomma e colla stick. Anche in questo caso la scelta è ampia e in base al gusto del nostro bambino. I prezzi vanno dalle 12€ alle 20€. In grassetto ti ho evidenziato il materiale che, se non presente nell’astuccio, dovrai acquistare separatamente.

3) La bustina. Si potrebbe pensare ad un doppione dell’astuccio ma non è così. Lei contiene semplicemente la Matita (le maestre indicheranno esattamente quale), la gomma (Bianca perché spesso quella dell’astuccio cancella poco e male) e il temperino (quello con serbatoio per evitare di sporcare ovunque).


Ce ne sono di due tipi, la classica con zip e apertura dall’alto e una versione un po’ più grande (meno economica) con apertura laterale che permette di avere subito davanti agli occhi il suo contenuto. Consiglio quest’ultima, più pratica.

I costi non sono elevati anche se naturalmente tutto dipende dall’eventuale personaggio animato che la decora e/o brand. Indicativamente si va dai 5€ della bustina classica ai 15€/20€ per l’altra versione.

4) Grembiule. Non tutte le scuole lo prevedono e, quando presente, può essere richiesto di vari colori (nero, bianco, blu, rosa…). È utile per salvaguardare i vestiti e per far sentire i bambini tutti parte dello stesso gruppo. Uguali anche se ognuno con la propria personalità. Ho notato negli anni che il costo è notevolmente cresciuto soprattutto in relazione al tipo di decorazione stampata o cucina su di esso. Allo stesso tempo però suggerisco di controllare bene le promozioni fatte da diversi centri commerciali perché si trovano molte occasioni.

I prezzi: dai 10€ ai 18€ cad, spesso ci sono promozioni sull’acquisto di più capi e soprattutto su quelli senza stampa. In questo ultimo caso puoi pensare di prendere, a parte, una toppa del personaggio preferito dal bambino e stirarla o cucirla sul grembiule. Io ho speso 5€ a grembiule grazie ad una promozione fatta presso un centro commerciale Auchan.

5) Diario o Quadernino. Anche in questo caso dipende dalle scuole. Nel nostro istituto abbiamo adottato il quadernino al posto del diario. In ogni caso sono ancora piccoli e non sanno leggere quindi eviterei un ulteriore peso e adotterei il più leggero, anche come prezzo.

Con 6/7€ si trovano ottimi diari mentre i quaderni i ovviamente costano molto meno.

6) Cartelletta rigida. Viene richiesta per raccogliere le schede dei primi compiti. Con Massimo 2€ si ha un buon prodotto.

7) Quaderni. Ogni anno ha la sua rigatura! Lo sapevi? Carrefour fino a qualche tempo fa ci aiutava capire quale quaderno acquistare se ci ritrovavamo nel reparto scuola con un mega punto di domanda sulla testa.

Per la prima elementare servono i fogli a quadretti da 10mm, quelli a righe sono il tipo 0A. Attenzione però perché potrebbero esserci richieste particoli da parte delle maeste, quindi meglio attendere le loro indicazioni ufficiali. Ad ogni modo i quaderni vengono venduti spesso in pacchi da 5 o più quindi non rimarrai senza per un bel po’.

8) La Matita. Lei, quella con la M maiuscola. Colei che per prima lo avvicinerà alla scrittura. Nei primi anni solitamente è richiesta la 2B con la mina morbida perchè aiuta nel primo approccio alla scrittura senza affaticare la mano. Anche qui attendi l’elenco ufficiale delle maestre. I prezzi variano in base alla marca ma inizialmente preferirei una matita di buona qualità. La scatola da 12 varia dai 2€ agli 8€.

9) Sacchetta. Nella maggior parte degli istituti ha inizio anche la ginnastica in palestra quindi sarà necessario munirsi di sacchetta per lasciare a scuola un paio di scarpe da tennis.

Ultime dritte:

– su  matite, pennarelli, gomme etc appiccica tanti simpatici adesivi con il nome del tuo bambino. Così si eviterà il rischio di confondere il materiale con quello degli altri.

– Acquista un copri zaino per i giorni di pioggia soprattutto se il tuo bambino, come mia figlia, andrà a scuola con il Pedibus (non sai cos’è? Ne parlerò in uno dei prossimi articoli!!Rimani connessa)

– Non esagerare anche se sei super emozionata (anche io!!) e vuoi che tutto sia perfetto (anche io!!). L’elenco della scuola è molto importante.

Il Super Kit è completo. O no…..hai caricato la macchina fotografica per ricordare per sempre il suo PRIMO GIORNO DI SCUOLA? Manca meno di un mese!😁

Leolandia un parco di emozioni…per tutti?

milanoeyes No Comments

Leolandia un parco di emozioni….per tutti?

Leolandia è ufficialmente il parco divertimenti per bambini più bello d’Italia (fonte Tripadvisor.it), ma è accessibile a tutti?

Per noi grandi questo fantastico parco di emozioni è la vecchia Minitalia. Un bel parco dove poter trascorrere una domenica alla scoperta di tutte le bellezze della nostra fantastica Italia. In realtà, se ci pensiamo bene, questi ricordi sono nelle menti di noi lombardi che, vista la vicinanza, abbiamo, in passato, approfittato della sua intrigante bellezza. Ma ora? Leolandia è il parco per tutti, da nord a sud, senza limiti né confini. 

Ho preferito evitarvi la descrizione dettagliata di tutte le attrazioni del parco per due ragioni. La prima è che lo ha fatto benissimo la cara Dorothy nel suo blog Trebimbesulcomo che vi invito a leggere e prendere nota per non arrivare impreparati. La seconda è una simpatica telefonata che ho avuto qualche giorno prima della nostra gita a Leolandia con una deliziosa signora al centralino della regione Lombardia.

Vi spiego meglio. Qualche giorno fa il pediatra mi ha chiesto di prenotare una visita oculistica per mia figlia Aurora, così ho chiamato il nostro “mitico centralone” e, con impegnativa alla mano, ho iniziato a fare la mia richiesta alla simpatica operatrice.

La signora molto gentilmente, mi ha proposto il 20 luglio e io ho risposto ridendo che quel giorno saremmo stati a Leolandia. Lei, tenera mamma siciliana, mi ha detto che le sarebbe tanto piaciuto portare i figli, visto che vedevano spesso la pubblicità in televisione ma che le distanze non lo permettevano.

In realtà prima della fine della telefonata le avevo già organizzato un volo Ryanair Palermo – Bergamo con tanto di visita a data fissa e rientro in giornata. 

Poi ripensandoci sono andata su Google alla ricerca del mezzo di trasporto dall’aeroporto di Orio Al serio al parco e mi sono resa conto che non è poi così semplice raggiungerlo a meno che non si prenda un taxi o un’auto a noleggio. Esiste un pullman che ferma vicino al parco ma è un bus di linea che non parte direttamente dall’Aeroporto.

E per chi arriva in treno?La situazione non cambia, visto che la soluzione sarebbe la stessa.

Quindi mi son chiesta…e se Leolandia mettesse a disposizione un servizio navetta (a pagamento) dall’Aeroporto e dalla stazione di Bergamo? Un semplice e rapido collegamento (circa 20 minuti) per avvicinare sempre di più anche i bambini che vivono più lontano da questo meraviglioso parco..?

Nell’attesa che il mio messaggio arrivi fino al grande Leo, vi lascio qualche info utile per chi viaggia verso questa meta consigliandola vivamente a chi ha voglia di trascorrere una bella giornata di divertimento e spensieratezza con i propri cuccioli, ritornando ad essere ancora bambini, immersi nel magico mondo di Leo, Peppa, Masha e Pj Masks:

Indicazioni tratte da www.comeviaggiare.it:

In auto

Per raggiungere Leolandia in auto, partendo ad esempio da Milano, si deve imboccare l’autostrada A4 Milano-Venezia. La distanza Milano-Leolandia è contenuta. Il parco divertimenti dista dal capoluogo lombardo poco più di 30 km. Una volta usciti dalla città meneghina si prende la A51, vale a dire la tangenziale Est. Dopo 8 km prendere l’uscita A64 per Torino/Venezia, quindi dopo poche centinaia di metri entrate nell’autostrada A4, seguendo le indicazioni per l’aeroporto Orio al Serio di Bergamo. In autostrada dovrete percorrere circa 18 km, prima di trovare l’uscita per Capriate. Da qui sarà un gioco da ragazzi. Avrete davanti a voi tre rotonde, alla prima prendete la terza uscita, alla seconda la 2^ uscita ed infine alla terza rotonda la prima uscita. Dopo neanche 100 metri sarete arrivati all’ingresso.

leolandia-come-arrivare-auto
Leolandia, il percorso in auto da Milano

In treno

Chi decide di arrivare a Leolandia in treno deve mettere in conto l’arrivo alla stazione di Bergamo, che è la più vicina al parco divertimenti. Dalla stazione ferroviaria della città bergamasca ci si sposta poi in autobus. Partendo dalla stazione di Milano Centrale, c’è in media un regionale ogni 20 minuti che porta a Bergamo. Il costo del biglietto si aggira intorno ai 5 euro e la tratta viene ricoperta, senza cambi, all’incirca in 50 minuti.

In autobus

Leolandia è raggiungibile con l’autobus z301. La linea è appartenente al servizio pubblico Nord Est Trasporti, conosciuto anche con l’acronimo NET. Se si parte da Bergamo, la linea z301 la si prende dalla stazione degli autobus. In alternativa abbiamo anche la possibilità di prenderla a Milano, Sesto San Giovanni e Lampugnano. Per chi ha difficoltà a reperire la tabella stagionale degli orari dell’autobus linea z301, può consultare il sito NET.

A presto!

 

 

Centro estivo, che incubo!

milanoeyes 2 comments

Centro estivo, che incubo!

Dopo la fine della scuola, il centro estivo è davvero una valida soluzione?

Tempo fa ho pubblicato un articolo con tutte le possibilità di Centri e Campus Estivi che era possibile trovare nel nostro territorio, diversi a seconda della provenienza, ma come sta andando?

Il centro è stivo è davvero una valida soluzione? Non sono ancora riuscita a rispondere a questa domanda visto che da 3 anni vivo la stessa situazione. Aurora, mia figlia di 6 anni, quando inizia il centro estivo entra in crisi. 

Per due anni consecutivi l’ho portata in un centro estivo organizzato dal nostro comune all’interno del complesso che normalmente ospita i bambini delle scuole elementari. Si annoiava.

Quest’anno l’ho iscritta al Campus in piscina organizzato insieme ad un’associazione sportiva che tutto l’anno già le fa fare attività motoria. Ho pensato che si sarebbe divertita di più, si sarebbe stancata giocando e che la noia non l’avrebbe nemmeno sfiorata con il pensiero. Ogni mattina piange.

Il problema non è il centro estivo. Il problema è che a Luglio i bambini sono stanchi e avrebbero anche voglia di starsene un po’ a casa con la famiglia, ma purtroppo questo spesso non è possibile perché i genitori, come noi, devono lavorare e non possono assentarsi 3 mesi dal lavoro per poter soddisfare questa loro esigenza.

E allora come facciamo?

Ci affidiamo ai nonni, se possibile. Ce li portiamo in ufficio, se possibile. Li lasciamo lo stesso piangendo come dei disperati e andiamo in ufficio con le lacrime agli occhi anche se sappiamo che dopo 5 minuti si sono lanciati nei giochi più divertenti e pazzi della stagione.

Mia figlia ha bisogno di tempo per assimilare i cambiamenti e per lei anche la scuola materna è stata traumatica all’inizio ma, piano piano, con l’aiuto delle sue stupende maestre, è riuscita a superare questo ostacolo trovando dentro se una soluzione, un rimedio per gestire con serenità il distacco da noi al mattino.

Stamattina ragionavo su come questi 3 mesi estivi siano spesso una tortura economica, emotiva e organizzativa di ogni genitore e mi sono chiesta: se la scuola domandasse agli insegnanti di fermarsi anche nel mese di luglio, occupandosi di attività più leggere, giochi, laboratori etc….chi accetterebbe? Se vi fosse la disponibilità economica di trasformare la scuola in un Campus Estivo gestito dagli stessi insegnanti, a turno…ci sarebbe l’adesione dei docenti?

E se, allo stesso tempo, le aziende decidessero di favorire lo smart working e pensassero ad orari più flessibili durante i 3 mesi estivi dove (spesso, ma non sempre) l’attività lavorativa subisce un calo? Un aiuto alla mamma che vuole tornare a lavorare, un benefit che non richiedere esborsi economici, ma una gestione diversa delle ore di lavoro, dei permessi retribuiti, dei ROL.

Flessibilità non è sinonimo di inefficienza, non significa lavorare ma farlo meglio.

Flessibilità questa sconosciuta.

E voi come state vivendo questi mesi?

Facciamo l’Action Plan dei Compiti delle Vacanze?

milanoeyes No Comments

Facciamo l’Action Plan dei Compiti delle Vacanze?

Vi spaventano tutti i compiti dati ai vostri figli? Organizzandoli sarà più semplice e meno stressante.

In una società che ci travolge dalla frenesia e dagli impegni è fondamentale essere organizzati, ecco perché tutte le imprese (dalle piccole alle più grandi) redigono un Business Plan prima di intraprendere qualsiasi attività.

Come disse il mio docente di Marketing e Management, Prof. Antonio Pelliccia, IL FUTURO NON SI PREVEDE, SI PROGRAMMA!

Solo attraverso una semplice pianificazione del proprio tempo, avendo ben chiari gli obiettivi, la strada per il successo diventa meno complicata di quanto inizialmente avevamo immaginato.

Applicare questa piccola regola anche alla vita dei nostri figli, senza per questo dover redigere un piano di battaglia che non li farebbe respirare un solo giorno, può essere utile per passare delle vacanze serene, senza ansia e con le incombenze scolastiche ben gestite.

Con questo articolo non voglio affrontare il problema del “è giusto o no dare i compiti durante le vacanze”, ma, visto che al momento i compiti ci sono, mi piacerebbe suggerirvi una piccola strategia o trucchetto che possa permettere ai vostri figli e a voi di non impazzire dietro ai libri.

La paternità di questo articolo nasce involontariamente e inconsapevolmente da un docente della scuola secondaria.

Recentemente infatti ho saputo che alcuni studenti di seconda media hanno ricevuto dal loro professore di matematica, le consuete indicazioni per il ripasso estivo. Per prima cosa il professore si è fatto consegnare una chiavetta usb da tutti gli alunni dove ha caricato un file in pdf con gli esercizi da svolgere e una prima pagina con 9 consigli utili per pianificare i compiti di matematica.

Qui accanto trovate il documento che indica, passo dopo passo, come poter affrontare questa incombenza riuscendo a vivere il periodo di vacanza come tale deve essere, in serenità con la propria famiglia.

Per sottolineare alcuni punti che penso possano essere replicati per qualsiasi materia:

  • Non serve farli tutti a giugno, a settembre potresti aver dimenticato molte cose!
  • Non serve farli nella settimana che precede l’inizio della scuola, ti stancheresti inutilmente!
  • Cancella tre settimane intere in cui sai che la tua famiglia si riunisce al completo per le ferie (è necessario che quelle siano vere “vacanze”, non rovinate dai tuoi compiti!)

Proseguendo con una gestione delle restanti settimane in modo da poter dividere materie, argomenti e n. di pagine da eseguire senza per questo dover rinunciare a tempo libero, divertimento e affetti familiari.

Insomma fare l’Action Plan o Pianificazione dei compiti delle vacanze è utile a tutti, evita lo spreco di tempo, annulla lo stress e permette di avere sotto controllo quello che si sta facendo. Perché, certamente è importante organizzarsi, ma allo stesso tempo è bene VERIFICARE cosa si è fatto, come e quali risultati ho ottenuto (utile nel lavoro, a scuola e a casa).

Quindi calendario alla mano, cancelliamo i giorni NO COMPITI e

iniziamo a fare una bella programmazione da appendere in cameretta!

Si può fare? Proviamo!

 

 

 

La fine dell’anno scolastico

milanoeyes No Comments

La fine dell’anno scolastico

Si avvicina la fine dell’anno scolastico e il pensiero va al regalo per le maestre.

Sappiamo bene noi mamme, soprattutto noi rappresentanti di classe, che quando si avvicina la fine dell’anno scolastico dobbiamo iniziare a pensare ai regali per la classe.

Per legge le maestre non possono accettare nulla dai genitori e infatti durante queste occasioni si preferisce fare un dono per la classe che possa essere utilizzato dai bambini negli anni a seguire.

Allo stesso tempo però, i genitori che vedono il proprio figlio terminare un primo ciclo scolastico e, sapendo che a breve ne inizierà uno nuovo, con nuove maestre, compagni e ambiente, hanno il desiderio di salutare e ringraziare chi per anni ha accompagnato il proprio figlio verso la crescita e la maturazione.

Quest’anno mia figlia Aurora è una Remigina (ovvero all’ultimo anno della scuola materna) e le maestre che l’hanno accompagnata durante questi 3 anni sono state per me di grande supporto. So che non è facile avere la fortuna di incontrare due persone come loro e quindi il ringraziamento, con tanto di abbracci e lacrima, sono arrivati dal cuore.

Con le altre mamme dei remigini ci siamo chiese cosa poter fare per lasciare un ricordo e così ho curiosato nei vari gruppi di Facebook dove altre mamme hanno deciso, per passione o per necessità, di staccarsi dal classico lavoro impiegatizio e dedicarsi alla realizzazione di lavori artigianali che poi vengono venduti direttamente in rete.

Ho spiegato quale fosse la mia necessità e in tantissime mi hanno risposto mostrandomi foto dei loro bellissimi lavori. Cornici, cuscini, ciondoli, collane e tante idee veramente interessanti. Per questa occasione ho scelto però un regalo che mi aveva colpita al primo sguardo.

Valentina, mamma di Maria Sofia, laureata in scienze della comunicazione e giornalismo è la mamma che mi ha proposto il ciondolo (immagine in testata dell’articolo) che poi ho chiesto di trasformare in portachiavi per entrambe le nostre maestre .

Abitando lei a Roma e io a Milano, e conoscendoci per caso solo tramite i social, le ho chiesto di raccontami la sua storia!

L’attività di Valentina prende il nome dalla sua piccola creatura, Sofia Bijoux, e prevede la realizzazione di gioielli personalizzati in plexiglas.

Ha intrapreso questa avventura proprio mentre era in dolce attesa, 2 anni fa, e per motivi di salute, era stata costretta a rimanere a letto per lungo tempo. Inizialmente sembrava solo un gioco, un modo per non impazzire mentre era a letto, ma poi aveva notato che il riscontro era sempre più positivo e le richieste aumentavano.

Dopo la nascita di Maria Sofia, Valentina è rimasta senza lavoro, ma con grande forza ed entusiasmo e vedendo davanti a lei tutte le porte spalancate, ha deciso di trasformare la sua passione in un vero e proprio business.

Le sue creazioni nascono da un disegno, da un’idea, dalla necessità di raccontare una storia o semplicemente di dire grazie.

Il mio desiderio era quello di poter lasciare un ricordo indelebile e che fosse realizzato dalla passione e dedizione di una mamma come noi. Volevo trasmettere un’emozione vera.

Penso, grazie all’aiuto di Valentina, di esserci riuscita.

Il giorno della recita a scuola, è stato un susseguirsi di ricordi ed emozioni….e ovviamente fiumi di lacrime…non sono riuscita a controllarle nemmeno quando i  bambini cantavano Occidentali’s Karma! 🙂

Un ciclo di vita è appena terminato e sembra ieri di averla portata per la prima volta in questa grande scuola, con tanti nuovi piccoli amici. Sembra ieri che con i capelli corti e il suo zainetto varcava la soglia della classe dei Verdi mentre ora, con i capelli lunghi e il diplomino è pronta per la scuola elementare.

 

Una porta si chiude, un’altra si apre….

 

Quanto è importante la Comunicazione tra medico e paziente?

milanoeyes No Comments

Quanto è importante la Comunicazione tra medico e paziente?

Un estratto dell’intervento presso stand Ideandum in occasione di Expodental Meeting 2017.

Recentemente sono stata invitata da Riccardo Lucietti, Managing Director di Ideandum (Agenzia di Comunicazione specializzata in Marketing per il settore dentale) ad Expodental Meeting, per uno speech riguardo l’Importanza della Comunicazione tra Dentista e Paziente.

Ero molto emozionata quando ho ricevuto l’invito anche perchè Riccardo è un grande professionista oltre che un caro amico e per me era una fantastica occasione per parlare con i “miei dentisti” riportando il parere delle “mie mamme”. L’unione dei due mondi stava per avvenire di fronte a migliaia di persone. Un compito piuttosto impegnativo.

Ho deciso quindi di sottoporre un quesito alle mamme direttamente sul gruppo Facebook “Mamme senza Etichetta“, che ad oggi raccoglie più di 2.000 membri, domandando loro quale fosse il dentista ideale. Tutto questo per poter effettuare un confronto con l’analisi presentata ad AIOP 2015, prendendo come riferimento un target specifico:

LA MAMMA.

Perchè? Mi sono focalizzata su questo target prima di tutto perchè è molto vicino alla mia realtà e quindi lo conosco perfettamente e poi perchè, come spiegavo ad Expodental, ritengo che la donna di casa, la madre di famiglia sia colei che dirige e amministra tutte le incombenze e pertanto è un punto di contatto importante per far partire un passaparola positivo fuori e dentro il suo nucleo familiare.

Dal sondaggio è emerso che la mamma vorrebbe un dentista:

  • Paziente. Disposto ad ascoltare le sue richieste, paure e disponibilità economiche e di tempo.
  • Trasparente. Che dica tutto quello che c’è da sapere sul trattamento, compresi costi e tempi.
  • Chiaro. Deve essere in grado di tornare a casa e poter replicare quanto sentito ai familiari.
  • Aggiornato. Vuole rapportarsi con un professionista aggiornato nella sua disciplina.

Mi sono soffermata su quest’ultimo aspetto per capire come una mamma possa appurare l’aggiornamento del medico e la risposta è stata la chiave di tutto il mio intervento.

Il paziente medio (incluso il target di cui sopra) si documenta attraverso internet. Cerca il medico su un motore di ricerca, si aspetta di trovare un sito che mostri chi è questo medico e di cosa si occupa esattamente. Cerca pareri su gruppi di facebook e/o su dei blog nei quali chiacchiera abitualmente con persone simili a lui(Es. Mamme in gravidanza o con bambini piccoli).

Alla luce di questi fatti ho dato qualche suggerimento per far sì che il paziente trovi esattamente quello cerca e che questo sia quello che il medico vuole trasmettere. Per prima cosa creando la propria presenza online:

  • Sito web. Deve avere un buon primo impatto perchè, si sa, non si ha mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Inoltre deve fornire informazioni chiare e facilmente reperibili.
  • Pagina Facebook (non PROFILO personale!) dove poter inserire informazioni riguardanti lo studio e le iniziative promozionali (20% delle info totali) sia brevi articoli con suggerimenti pratici su come affrontare tematiche particolari e/o creando eventi mirati al target di riferimento (Es. target mamme: eventi per gestanti sull’igiene orale del nascituro).
  • Presenza su un portare Trova Dentisti, per permettere a chiunque di geolocalizzare lo studio.

Inoltre, essendo stata responsabile dell’organizzazione di due eventi nazionali sulle tecnologie digitali, ho promosso l’utilizzo di software di comunicazione che permettono di mostrare digitalmente al paziente il prima e dopo del trattamento, consentendogli di tornare a casa con un preventivo ma anche con immagini che chiariscano i dettagli dell’intervento.

Per ultima cosa ho scherzosamente ricordato che dopo aver creato l’empatia durante il primo incontro, dopo aver fatto un bellissimo sito internet e partecipato anche a qualche discussione sui blog….sarebbe opportuno evitare di fare domande ai pazienti mentre hanno la bocca aperta (richiesta esplicita delle mamme interpellate dal sondaggio).

 

Certamente la chiave del rapporto tra medico e paziente è la comunicazione. Indiscutibilmente il passaparola che scaturisce da questo rapporto si trasferisce online e pertanto è opportuno costruire una propria identità digitale per poter dare al paziente risposte immediate, chiare e sincere.

Non è più possibile permettersi di pensare che i Social Network non interessano. Sui social già si parla di noi/voi e quindi è meglio far sì di poter gestire questo traffico di informazioni verso una pagina che dia le giuste informazioni al paziente. Se alla fine però il medico si ostinerà a non seguire questi consigli probabilmente il suo paziente troverà in rete dettagli interessanti e chiari riguardo un collega.

Quindi “Se non stai lavorando per il tuo successo, stai lavorando per il successo di qualcun altro” (Cit. Marco Montemagno).

p.s.

Chi avesse voglia di vedere il video di tutto l’intervento clicchi qui.

Ti scatterò una foto – Emozioni da ricordare

milanoeyes No Comments

Ti scatterò una foto – Emozioni da ricordare

Ormai possiamo scattare foto con qualsiasi dispositivo mobile, da qualsiasi angolazione e stamparlo con la velocità della luce. Il ricordo diventa realtà in pochi secondi.

Non vogliamo perdere nemmeno un attimo di quello che viviamo, nemmeno un ricordo e, per paura di dimenticare o solo per il desiderio di far rivivere attimi trascorsi con i familiari, la nostra mano si trasforma in un apparecchio fotografico integrata al cellulare.

Le foto sono il nostro storytelling quotidiano, non possiamo più farne a meno.

Quando aspettavo la mia seconda figlia, Emma, ho pensato che avrei voluto vivere la mia gravidanza sotto un punto di vista diverso, avevo bisogno di vedermi da fuori, nel bello di essere mamma.

Chiacchierando con le mamme al corso pre-parto ho scoperto che si stavano informando per fare un servizio fotografico presso una fotografa che anche io conoscevo, Oriana Longo di Emozioni in Pixel. Ho curiosato un po’ sul suo sito e, vedendo le foto delle altre mamme, mi sono immediatamente immedesimata ed emozionata.

All’inizio mi sentivo in imbarazzo e avevo paura di riscoprirmi un barilotto anziché una bella mamma in dolce attesa quindi ho atteso le prime foto delle mie compagne di corso. Erano favolose, solari, divertite…..belle.

Ho deciso che anche io volevo quel ricordo e, a dire la verità, ero dispiaciuta di non aver avuto la stessa l’idea anche quando attendevo Aurora.

Oriana fa questo lavoro da anni e sa come prendere noi mamme in continua lotta con l’ormone capriccioso.

Ci siamo subito trovate, mi ha messa a mio agio consigliandomi di portare qualche oggetto simpatico e dei vestiti che mi facessero sentire bene ma anche che potevano essere spiritosi, poi a tutto il resto avrebbe pensato lei.

E così è stato e il risultato sono state 2 ore di puro divertimento e risate, immagini che rimarranno nella mia memoria e in quella della nostra famiglia.

Non mi sono mai sentita brutta, fuori posto e ho scelto insieme a lei le foto che più mi piacevano riscoprendomi spiritosa e bella, avvolta dalle curve della gravidanza, dal sorriso di chi osserva quella pancia pensando “chissà se ti stai divertendo anche tu come me!”.

Naturalmente a ruota mi hanno seguito le altre mamme del corso pre-parto, perché in fondo è bello prendersi un po’ in giro in un momento in cui pensi che la trasformazione che sta avvenendo al tuo corpo possa renderti strana agli occhi degli altri.

Sono felice di aver preso questa decisione e la sfoggio ancora con orgoglio anche se sono passati già 2 anni e ora sono le mie figlie che non vedono l’ora di entrare nel magico mondo della “modella per un giorno”.

Essere mamma è meravigliosamente bello e non dobbiamo mai vergognarci del nostro corpo, ma sorridere mostrando che quelli sono 9 mesi magici.

Grazie Oriana!