Giochiamo a programmare?

L’esperienza del coding è gioco, fantasia e creatività.

La prima volta che ho sentito parlare di coding ignoravo sia il suo significato che la sua esistenza. Certamente perché le mie figlie erano piccole, ma sicuramente perché nessuno dei miei conoscenti ne parlava ancora.

Inizio quindi questo articolo chiarendo cos’è il coding.

Il Coding non è altro che programmazione informatica. Non spaventatevi, è più facile farlo che spiegarlo o descriverlo. Per i nostri figli fare coding significa iniziare un’esperienza divertente e cominciare ad imparare (giocando) i primi concetti di base di informatica e del pensiero computazionale.

Ma cos’è il pensiero computazionale? Non è altro che la capacità di risolvere un problema pianificando una strategia, dividendo i singoli step, ragionando passo dopo passo sul modo migliore per raggiungere un determinato obiettivo.

Il coding è per tutti, è un’attività che i nostri bambini possono tranquillamente e serenamente vivere divertendosi e stimolando la loro mente. Giocare a programmare non serve solo a formare futuri ingegneri, ma aiuta i bambini a pensare meglio ed in modo creativo, a supporterli da grandi nell’affrontare problemi ancora più complessi.

Il passo più importante si sta verificando proprio nelle scuole, dove il coding sta entrando a far parte del programma didattico dei nostri bambini e ragazzi, cosa che nel mondo è già avvenuta da tempo. Uno dei primi a sollecitare le famiglie in questo senso fu Barack Obama dicendo “Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima App, disegnatela.”

Finalmente anche in Italia se ne parla all’interno del progetto de “La Buona Scuola” dove si pone un’importante attenzione sullo sviluppo del pensiero computazionale e l’utilizzo del coding.

Ma come funziona il coding?

Con l’utilizzo di un pc o un tablet e utilizzando uno dei programmi più comuni per fare coding (es. Scratch), è possibile realizzare dei giochi facendo svolgere ai personaggi da noi creati determinate azioni o movimenti che seguano una sequenza allo scopo di superare un livello di difficoltà. Le combinazioni sono tantissime e le possibilità di creazione del gioco sono innumerevoli. Sarà possibile così programmare storie interattive, videogiochi e, in alcuni casi, condividerle con una community di altri utenti stimolando così creatività, competizione e soprattutto aprendo la mente.

La filosofia del coding è quella del “Learning by doing”, imparare facendo, utilizzando la logica e creatività per insegnare senza annoiare anzi facendoli diventare protagonisti della “lezione”.

I corsi di coding e i workshop sono numerosi e, a mio avviso, rientrano di diritto negli appuntamenti settimanali da prendere in considerazione nella programmazione delle attività periodiche dei nostri bambini.

In Corefab, dove attualmente sto lavorando, stiamo da tempo dando un peso sempre maggiore alla parte di formazione ed educazione dei bambini. Parte del nostro team ha figli ed è quindi facile entrare al 100% in queste tematiche. Il desiderio di portare nel nostro territorio un’opportunità che aiuti a crescere bambini e ragazzi è grande e con orgoglio ci siamo presi carico dell’organizzazione del primo corso di coding e robotica in collaborazione con il team Oplà che ci supporta con competenza e conoscenza dell’argomento.

Il 17 dicembre abbiamo aperto le porte di Corefab per un evento dedicato a tutti i bambini e durante il quale è stato possibile fare una prova reale di coding. Inutile dire che si sono divertiti piccoli e grandi, stupiti dalla facilità con cui i bambini riescono a cimentarsi in un linguaggio di programmazione che, a spiegarlo, può sembrare complesso ed invece li stimola e diverte.

 

Il prossimo passo sarà quello di dare un concreto supporto alla scuola, in modo che lo sviluppo del pensiero computazionale, sia un reale obiettivo da inserire nella programmazione annuale. Un sogno realizzabile e anche nell’immediato.

Quindi Codig si può e Coding si deve fare! Cosa state aspettando?? Andiamo a Programmare*! 🙂

*ogni riferimento a canzoni famose è puramente casuale(….o no…)

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